Ricercando il sentiero: persona, ruolo e organizzazione

Di | 27 agosto 2018

Il nostro agire è sempre il risultato della relazione tra il nostro mondo interno – solo parzialmente consapevole – e l’ambiente sociale di cui siamo parte attiva. I luoghi di lavoro e consumo influenzano il nostro agire, in maniera diretta ed esplicita (le regole formali) ed implicita (le norme sociali non scritte ed i desideri collettivi). Progettare il nostro percorso di crescita personale richiede allora non solo introspezione (al fine di comprendere quali sono i nostri valori ed i desideri più profondi) ma anche estrospezione, per ricercare un sentiero praticabile nel territorio in cui viviamo.

persona, ruolo e organizzazione

Quando lavoriamo, dove siamo?

Osservando le tendenze evolutive degli ambienti sociali di lavoro, Guido Contessa aveva intravvisto alcune possibili caratterizzazioni. Il modello che proponeva è basato sulla relazione integrata tra tre fenomeni sempre più spesso evocati:

  • La globalizzazione. Da sempre le multinazionali hanno operato in un’ottica globale ma a partire dagli anni 80 del secolo scorso si nota una tendenza alla ricerca di una sintesi tra prodotto globale e culture locali di produzione e consumo
  • La presentificazione. È il concentrarsi sul qui e ora, sulla tendenza ad immaginare un mondo di scambi commerciali e produttivi a tempo zero, veloci e, spesso, depersonalizzati in quanto basati su forme comportamentali standardizzate
  • L’immaterializzazione. È la rarefazione del prodotto a favore di idee, immagini e suggestioni che lo avvolgono denotandolo.
Tipologia organizzativaCaratteristiche
Organizzazioni reticolariSono basate sul decentramento produttivo e sul networking, declinando l’aunomia dal centro alla periferia organizzativa.  I rapporti sono negoziali, spesso sbilanciati. Sono l’evoluzione dei modelli industriali basati sulla relazione tra committente  e fornitori
Organizzazioni transitorieOrientate alla produzione di eventi a termini, sono modelli di extended task-forces. Mostre, festival, produzioni televisive e cinematografiche, campagne politiche, eventi aziendali complessi: sono esempi di quanto la nostra vita sia attraversata dagli esiti produttivi di questa tipologia organizzativa, in cui dominano rapidità ed impermanenza
Organizzazioni vetrinaSono ambienti in cui la front-line assume centralità: organizzazioni commerciali, ristorazione, alberghi, banche. Privi di magazzini percepiti dal cliente come rilevanti, erogatrici di servizi che si esauriscono spesso durante la consumazione, sono ambienti in cui l’immagine è parte integrate del prodotto
Organizzazioni mitologicheLe aziende che costruiscono e vendono i miti: agenzie di pubblicità, società di PR, uffici stampa. Il loro scopo è la materializzazione di soggetti straordinari (miti), sia reali (il politico di turno), sia immaginari (personaggi cinematografici)
Organizzazioni sfericheVendono un prodotto/servizio sostanzialmente sovrapposto a se stesse. Dalle cliniche ai villaggi turistici
Organizzazioni a-spazialiLa trasformazione digitale sta rendendo tutto più fluido ed immateriale. Non si opera più da un logo preciso ma all’interno di una infosfera dai confini sempre più estesi

Operare e trovare il proprio senso quotidiano, come professionisti o come manager ma comunque come persone, entro ognuno di questi ambienti organizzativi (o delle loro infinite possibili combinazioni) richiede sempre più uno sforzo di riflessione.  E’ necessaria la ricerca di risposte concrete ad una duplice domanda: In quale ambiente opero? Quali sono le competenze che devo possedere e sviluppare per creare benessere organizzativo?

Ambiente e competenze attese

Vi proponiamo allora una serie di relazioni probabili tra ambiente organizzativo e competenze richieste, sperando possa esservi utile per un primo approccio al tema e l’avvio di una più approfondita elaborazione personale:

Tipologia organizzativaCompetenze utili
Organizzazioni reticolariInterprendenza, abbinata alla capacità di tollerare l’ambiguità e di agire in maniera eticamente orientata la gestione del conflitto
Organizzazioni transitorieMultilinguismo professionale (ossia il parlare diverse linguaggi tecnico-specialistici) e tensione alla negoziazione win-win. Capacità di accettare la circolarità della nascita e morte dei progetti
Organizzazioni vetrinaLa comunicazione come strumento per la creazione di esperienza. La quotidiana incarnazione delle logiche del cliente interno
Organizzazioni mitologicheLa comprensione dei valori fondanti e la capacità di agire in maniera eticamente coerenti con gli stessi
Organizzazioni sfericheIntegrazione e cooperazione, abbinate ad una forte tensione professionistica al risultato
Organizzazioni a-spazialiCreatività ed innovazione, abbinate ad una capacità di visione integrata di processi e relazioni

Quali sono le mie competenze migliori? Come e quanto posso operare per renderle riconosciute ed  utili nel mio ambiente di riferimento? Rispondere ti potrà aiutare a definire un piano di azione concreto.

Come continuare il percorso

Vuoi sviluppare le tue capacità nella comprensione delle variabili organizzative e del come apprendere nei diversi contesti? Valuta la tua partecipazione al corso dedicato alla Learning Agility.

La “Learning Agility” viene definita come l’abilità e la volontà di imparare dall’esperienza propria e altrui per poterla applicare in nuove situazioni ed ottenere risultati ad alto valore aggiunto.

 

Vai all’articolo precedente della collana dedicato al Personal Mission Statement.

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