La boa “anti-salvataggio”

Di | 13 marzo 2019

Davanti ad una richiesta di aiuto, l’obiettivo sarebbe quello di aiutare l’altra persona a lungo termine, piuttosto che mantenerla in uno stato di dipendenza che non le permette di acquisire gli strumenti per cavarsela da sola nel futuro.

Secondo Jean-Pierre Testa, consulente Cegos Francia, un approccio in stile “Boa anti- salvataggio” permette di offrire al proprio interlocutore i mezzi per trattare correttamente i problemi e diventare autonomo nell’affrontarli, senza limitarsi ad offrire una soluzione “fatta e finita”.

Vediamo questo approccio, strutturato in 5 domande da porsi prima di offrire il proprio aiuto.

boa anti salvataggio

Le 5 domande da porsi prima di intervenire

Per evitare di “legare” l’interlocutore al tuo intervento, ecco le 5 domande chiave da porti che ti aiuteranno nell’impresa:

Domanda 1: “Ha una richiesta effettiva e chiara?”

Si consiglia di verificare che la persona in questione abbia una richiesta effettiva e di fargli spiegare chiaramente la sua necessità. La risposta a questa prima domanda rende possibile porre la domanda 2.

Consiglio sulla richiesta di aiuto: riformula la tua comprensione della richiesta: “…se ho capito bene, ti aspetti che io…”.

Domanda 2: “È di mia responsabilità?”

Se la persona chiede aiuto quando la richiesta non è sotto la tua responsabilità o ruolo, è bene aiutare a chiarire il proprio ambito di competenza e suggerire all’interlocutore di rivolgersi alla persona più adatta.

Consiglio sul ruolo: Affronta il discorso con “nella mia posizione potre…”.

Domanda 3: “Ne ho la capacità?”

Assistere efficacemente l’altro può voler dire intervenire direttamente, se si hanno le capacità, o indirizzare l’interlocutore a risorse competenti.

Consiglio sulle modalità di aiuto: prosegui illustrando le tue future azioni “con le mie conpetenze posso aiutarti in questo modo…”

Domanda 4: “Sono pronto a fare solo una parte del lavoro?”

Aiutare l’altro non significa lavorare al posto suo. Ognuno ha il compito di assumersi i rispettivi impegni per risolvere il problema.

Consiglio sui rispettivi impegni: suggerisci una definizione dei task “ecco cosa potrei fare io e cosa potresti fare tu…”.

Domanda 5: “Posso occuparmene ora?”

Un aiuto efficace richiede disponibilità e ascolto. È consigliabile valutare se ci si trova in una situazione appropriata per offrire il proprio supporto oppure no: sarà quindi necessario decidere se affrontare subito la questione o accordarsi con il proprio interlocutore per discuterne in un momento successivo.

Consiglio sul momento scelto per offrire il supporto: domandagli “Quanto tempo impiegheremo per rispondere alla tua richiesta? Quando sei disponibile e quanto è urgente?”.

Suggerimenti conclusivi:

  • Concedere il proprio aiuto richiede la formulazione di un accordo chiaro con l’interlocutore.
  • Rendi il tuo interlocutore autonomo in modo progressivo, in modo da non destabilizzarlo.

 

Per scoprire di più sul tema, consulta il programma del corso Assertività : comportamenti e comunicazione

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