Come acquisire nuove competenze trasversali?

Di | 20 febbraio 2020

Sviluppare competenze trasversali è come assumere nuove abitudini, che a volte possono essere più o meno in contraddizione con comportamenti o credenze già profondamente radicati in noi. A differenza delle skill cosiddette “hard”, per sviluppare nuovo soft skill non è sufficiente comprendere un concetto e ricordarlo. Come fare quindi? Ecco i consigli di Pascale Bélorgey, consulente Cegos Francia.

soft skills

Le competenze trasversali richiedono un’acquisizione di consapevolezza dei nostri comportamenti, dell’impatto che hanno e della possibilità di modificarli, oltre che di tempo e pratica.

Le soft skill si acquisiscono con l’aiuto di altri

Gran parte del nostro comportamento è inconscio. Non misuriamo sempre l’effetto che ha sugli altri e anche nei momenti di tensione e conflitto, a volte è difficile per noi decodificare i meccanismi che avvengono all’interno della relazione.

Conflitto socio-cognitivo

Le nostre esperienze, positive o negative che siano, ci plasmano: ciò che è vero in un contesto non è necessariamente vero in un altro. È proprio quando ci troviamo di fronte ad altre persone con esperienze diverse dalle nostre che realizziamo la differenza di punti di vista e interpretazioni. Questo si chiama conflitto socio-cognitivo, poiché mette in discussione ciò che c’è dentro di noi e che credevamo immutabile.

Il conflitto socio-cognitivo è particolarmente forte quando colpisce le nostre convinzioni, che tendiamo inconsciamente a mantenere e a difendere con forza.

Esempi di impatto del conflitto socio-cognitivo

Ecco un primo esempio. Ci troviamo di fronte a una persona di cui istintivamente non ci fidiamo e siamo convinti che la nostra conversazione non avrà un esito positivo. Sicuramente proverà a fregarci, quindi è meglio adottare un atteggiamento di protezione, rigido. Inevitabilmente, tra di noi la tensione aumenterà e non troveremo alcun accordo. Conseguenza: questa persona ci bypasserà per ottenere ciò di cui ha bisogno da qualcun altro, rinforzando la nostra convinzione: “non ci si può proprio fidare di lei”.

Un altro esempio: spesso tendiamo a volere che gli altri lavorino nello stesso modo in cui noi siamo soliti fare. Ma questo approccio non è sempre efficace! Al contrario, non abbiamo tutti lo stesso tipo di personalità e quindi si possono creare tensioni inspiegabili, che non realizziamo e che ci portano a pensare: “sono gli altri ad avere un problema”.

Per migliorarci costantemente, abbiamo quindi bisogno di feedback costruttivi in un contesto protetto, privo di interessi, che ci aiuti a lasciarci andare e ad accettare altri punti di vista e altri modi di comunicare. In questo modo sarà più semplice lavorare ad un approccio aperto a nuove alternative, oltre a vederne l’efficacia.

Le competenze trasversali vengono acquisite attraverso la pratica

Al di là della consapevolezza necessaria, il cambiamento delle proprie abitudini richiede tempo. Tra 30 e 60 giorni o più, o almeno 60 ripetizioni della stessa “azione”, secondo gli esperti di neuroscienze. Non basta “capire” il concetto, ma è la padronanza delle corrispondenti competenze trasversali a fare la differenza.

L’esempio più lampante è quello della gestione della posta elettronica. Molte persone, durante alcuni corsi di time management, apprendono che la strategia migliore per essere efficaci è aprire la posta elettronica a circa metà mattina, invece che come prima cosa una volta acceso il PC. Tuttavia, le abitudini sono tenaci! Anche se abbiamo appreso questa nozione, il giorno successivo avremo comunque l’istinto di leggere le e-mail alle 9. 

Per rimanere costanti nell’applicazione di nuove best practice, è necessaria molta disciplina personale e l’aiuto di qualche promemoria. Il supporto di superiori e collaboratori faciliterà inoltre il tutto.

In molti casi, al di là di una difficoltà oggettiva, molta resistenza è data da nostre paure e timori. Facciamo un altro esempio, sempre nell’ambito dell’efficienza professionale. Se un nostro collega ci chiede un veloce incontro di allineamento, può essere una buona scelta fissare la riunione il pomeriggio e dedicare la mattina (quando tipicamente si è più efficienti) ai task più impegnativi. Ok, però potremmo essere portati a pensare: “Cosa penserà ora di me?” Dirà sicuramente che sono un egoista”. 

La paura di non essere più apprezzati dai nostri colleghi potrebbe essere la ragione di un fraintendimento delle nostre priorità. È quindi meglio iniziare a cambiare le nostre abitudini con colleghi con cui abbiamo già un rapporto positivo e consolidato, per prendere sicurezza del fatto che queste nostre scelte non incideranno negativamente sulle relazioni in azienda. E in caso di dubbio, perché non chiedere un feedback?

Esiste un momento giusto?

C’è un momento migliore o più adatto a sviluppare nuove competenze trasversali?

Lo sviluppo di soft skills è un processo lungo che si sviluppa in step. Alcuni concetti vengono acquisiti solo se possiamo metterli in relazione ad un’esperienza vissuta; altri ancora solo una volta fatto un percorso interiore adeguato. Una cosa è certa: qualunque sia il nostro caso, l’acquisizione di competenze trasversali è esponenziale

Più sviluppiamo la conoscenza di noi stessi, delle nostre paure, dei nostri bisogni, dei nostri meccanismi, più interiorizziamo nuovi concetti e più riusciamo anche a metterli in pratica con successo. Inoltre, lo sviluppo personale aumenta la nostra autostima e con la pratica non dubiteremo più della nostra capacità di cambiare le nostre abitudini, anche quelle più radicate.

Interrompere una convinzione limitante

E se non sentissimo il bisogno di migliorare le nostre soft skill? Probabilmente siamo vittime di una convinzione limitante. Possiamo aspettare che un evento ci costringa ad andare oltre i nostri confini, mettendoci in una situazione tale per cui le nostre vecchie abitudini sono così inefficaci che il disagio diventa insopportabile.

Possiamo però anche prendere l’iniziativa e chiedere alle persone di cui ci fidiamo feedback sinceri. Un buon modo per farlo è quello di porre alcune domande mirate: “In questo specifico contesto, quali sono stati i miei punti di forza? Cosa posso fare per essere più efficace?”. Per approfondire il tema, scarica il manuale “Future of Soft Skills“!

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