Gestione del tempo: i 6 segreti della focalizzazione

Di | 17 ottobre 2017

Secondo Pascale Bélorgey, manager Cegos, tra le leve che applichiamo per la gestione del nostro tempo, la focalizzazione è quella che usiamo meno. Ciò è dato dalle caratteristiche del nostro ambiente moderno, costantemente sovraccaricato da mille sollecitazioni di ogni tipo. Eppure, si tratta di un elemento decisivo per poter portare avanti i nostri progetti e risolvere le situazioni più complesse.
Come riusciamo a concentrarci sul nostro obiettivo quando abbiamo bisogno di tutte le nostre risorse mentali per pensare, analizzare o creare? La performance artistica di Miyoko Shida, che è possibile ammirare nel video qui sotto, è una grande fonte di ispirazione a questo proposito. Quanto tempo ci vorrebbe per ottenere lo stesso risultato con urgenza e in fretta? Senz’altro un tempo infinito e la sua attività sarebbe destinata al fallimento.

In appena pochi minuti, la poetica esibizione della performer giapponese illustra i 6 segreti della focalizzazione.

1° segreto: l’equilibrio

Innanzitutto, Miyoko Shida conosce perfettamente il suo obiettivo: mantenere l’equilibrio. Il suo sguardo oscilla costantemente tra l’azione immediata che deve compiere (prendere un nuovo ramo) e lo scopo della sua attività (mantenere la piuma in equilibrio). Anche noi dobbiamo prenderci del tempo all’inizio di un progetto per visualizzare il nostro obiettivo. È importante controllare regolarmente che il nostro lavoro vada sempre nella giusta direzione, immaginandoci i vari step e, ovviamente, lo scopo finale. Così facendo, il nostro cervello concentrerà maggiormente l’energia sul risultato aspirato.

2° segreto: preparare la nostra “cassetta degli attrezzi”

Miyoko Shida ha tutto a portata di mano e solo lo stretto indispensabile. In previsione della giornata lavorativa che ci aspetta, è utile predisporre gli strumenti di lavoro già la sera prima. I vantaggi di questa abitudine sono due: evitare di cedere alle mille sollecitazioni visive che ci possono distrarre e permettere al nostro cervello di venir “energizzato” positivamente.

3° segreto: isolarci mentalmente

Miyoko Shida non si lascia disturbare dagli applausi, dalle esclamazioni del pubblico o dalla spostamento delle telecamere finché non raggiunge il suo obiettivo. Ci sono diversi modi per isolarci e concentrarci esclusivamente sul nostro lavoro: chiudere la posta elettronica, disattivare app e notifiche non strettamente necessarie per l’esecuzione del nostro progetto, attivare la segreteria del telefono ecc. A seconda del contesto, possiamo isolarci optando per il telelavoro, chiudendo la porta del nostro ufficio o stabilendo un codice condiviso con i nostri colleghi (ad esempio, un “cartello” posto sulla nostra scrivania). Alle volte, ascoltare con gli auricolari la nostra musica preferita può essere sufficiente a proteggerci dal rumore esterno.

4 ° segreto: fare una cosa alla volta

Miyoko Shida si preoccupa di completare un’azione prima di passare alla successiva. Controlla infatti che il ramo che ha appena aggiunto alla struttura tenga, prima di collocare quello successivo. Anche il nostro cervello segue questo processo, riuscendo a concentrarsi meglio su un obiettivo alla volta. Quando i progetti gestiti sono complessi, prendiamoci del tempo per dividerli in obiettivi parziali.

5° segreto: agire con lentezza

I gesti di Miyoko Shida sono lenti e precisi. Ecco perché è efficace. Il nostro cervello ha bisogno di questa lentezza per elaborare associazioni di dati ed elementi, trovare nuove idee, approfondire un’analisi o una riflessione, andare oltre le apparenze e i percorsi battuti. Le persone più creative prendono il loro tempo per sognare a occhi aperti. Facciamo scorrere la matita sul foglio , lasciamo che la nostra immaginazione vaghi – pur tenendo sempre presente lo scopo del nostro progetto.

6 ° segreto: assaporare il piacere del successo – e dell’azione!

Dopo il compimento dell’opera, Miyoko Shida gode del proprio successo: il suo atteggiamento trasmette riconoscenza e soddisfazione. È proprio la forza di questa emozione che le darà il coraggio di ricominciare d’accapo la volta successiva. Allo stesso tempo, il gesto finale che compie (portare dolcemente a sé la piuma) possiede un altro potere ancora più grande: il piacere verso l’azione stessa. È quando la nostra concentrazione è al culmine ed entriamo in sintonia totale col nostro lavoro che raggiungiamo il massimo dell’efficienza.

 


 

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